Sarò sempre un pollutore di storie piuttosto che una vagina in attesa
Costretta a fermarmi.
Per un bel po'.
Sperando di fare del dolore qui versato qualcosa che serva oltre.
Sperando che chi ha letto finora abbia 'sentito'
il cuore nello sterco.
Ho solo provato a trasformare carne in pane.
Spezzandomi.
Per questo l'addio va firmato con la faccia.
Ecce
me.
Lo spazio tra due assenze
non è il tuo corpo che spinge,
ma questo mio cillndro nero
dove conigli sgozzati
sono grasse bugie
(che mi racconto per bloccare
le falle aperte in fondo al cuore).
Lo spazio tra due assenze
poteva
pareva
il colpo che mi davi bravo ariete
sfondando questa diga rosa spine.
Ma questo spazio non c'è,
lo vedi?
Alice storpia, sorride il cappellaio.
Il suono del cucchiaio è cimitero
se a cena come a pranzo siete in due
e la minestra io la mangio sola.
SOTTO L’ALBERO DI NATALE
Non c’è il sapore dei canditi.
Neppure la processione prima di mezzanotte.
Nessun pacco regalo
o tombola d’arance.
Perfino la tua neve ha smesso di cadere.
E quella del discount
s’asciuga troppo in fretta.
Non restano i bambini
I nonni sono in foto.
C’è solo il mio presepe che sai disfare bene
L’ho fatto in cartapesta perchè mi rassomigli.
LA PERDITA INFINITA
La nostra storia è un tumore
che ho scelto di tenermi
con quella consapevolezza
di non voler sopravvivere senza.
E mentre avanzo
la forza di reagire viene meno.
La perdita è continua,
la perdita è infinita.
Eppure c'è un guadagno.
Il nome è troppo a dire,
bisogna fare senza.
Quando sarai morto
o il tempo ti porterà via il cipiglio dell'uccello,
mi farò gay di te.
Poi ti soffierò belle, gentilissime oscenità,
però in un’ altra lingua.
Che nessuna distingua gli spacchi del sapone
da quelli dell’amore.
Perché tu sei rosso come il sole dei tramonti
ed è un minuto il tuo sfacelo.
Ad O*, Z* e F*
I tuoi occhi di bambino del fiume,
dentro una fila interminabile di viaggiatori in transito,
ho fermato.
Sapendo dal principio che dentro me ritorni in te.
Non amando l'amore, ma l'osceno.
I DIECI COMANDAMENTI
Pregavo,
ero la Commessa del Rosario
Perfezionista del Decalogo:
con la spugna della lingua
li lustravo, recitavo
praticavo tutti e 10.
Tutti e dieci i bei Comandamenti, Sir.
E poi?
La via della gioia, Mr. Ratzinger, eh?
Certo: rispettavo tutti e 10 i bei precetti.
Ero anoressica, sola, ossessiva e depressa.
E' questa la felicità?
E tu Gesù, che mi conosci bene,
e c'eri quando deflorai,
e pure in ogni abuso subito perpetuato,
sai bene che peccando
mi sono ripulita.
Per cui non puoi pensare
che io chieda perdono.
"una volta (forse tre)
m'innamorai
del lato oscuro
della tua luce
e dei ritorni
dove ho perso la mia rotta"
(Morgan feat. Pastora)